Dieta flexitarian

Dieta Flexitarian come funziona per dimagrire? Schema e menù di esempio

La dieta flexatariana è un regime alimentare che nasce con l’intenzione di salvaguardare l’ambiente in un momento storico dove prevalgono sprechi di cibo e sono presenti sistemi di allevamento intensivo e di coltivazione dei terreni poco sostenibili, oltre a migliorare il benessere e la salute delle persone.

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La ricerca è stata svolta da un team di scienziati dell’Università di Oxford, i quali hanno illustrato come questo sistema alimentare sia in grado di ridurre lo sfruttamento delle risorse, dei terreni e dell’inquinamento ambientale legato all’utilizzo dei fertilizzanti chimici.

L’assunzione di una dieta flexatariana come stile di vita potrebbe ridurre il rischio di catastrofi naturali che dipendono da cambiamenti climatici e migliorerebbe i sistemi di allevamento ed agricoltura dei terreni.

I concetti alla base della dieta flexitariana

Sotto diversi punti di vista, la dieta flexatariana ricorda vagamente la classica dieta mediterranea, anche se si distingue da essa. Questo regime alimentare, infatti, si basa su una dieta ricca di alimenti vegetali e cereali senza però eliminare del tutto le proteine di origine animale. Pesce, carne, latte, uova e latticini sono alimenti previsti dalla dieta flexatariana ma in quantità minime.

Letteralmente, la parola flexitariana deriva dal termine inglese “flexitarian”, il quale a sua volta rappresenta l’unione di due parole: “flexible” (flessibile) e “vegetarian” (vegetariano). Ad ideare questo schema alimentare è stato il dottor Blatner, secondo cui questa dieta porterebbe diversi vantaggi per il benessere e la salute.

Rispetto ad un’alimentazione totalmente vegetariana, la flexitariana compensa le possibili carenze legate alla mancanza di carne e pesce di cui spesso soffrono i soggetti vegetariani, riuscendo anche a colmare lo squilibrio derivante da una più drastica alimentazione vegana (che esclude anche prodotti derivati dagli animali come latte, latticini o uova). La dieta flexitariana sostanzialmente condanna l’uso eccessivo di carne, perché spesso legato ad allevamenti intensivi decisamente poco sostenibili dal punto di vista ambientale.

Tuttavia, la questione alla base di questo regime non è tanto etica quanto salutistica e correlata al concetto di sostenibilità. Mangiare troppa carne fa male all’organismo e porta ad un eccessivo sfruttamento dell’ambiente che può impattare negativamente sui cambiamenti climatici e l’inquinamento.

Come funziona la dieta flexitariana

L’autore della dieta flexitariana dichiara che seguendo questo regime alimentare è possibile perdere anche fino a 15 chili in un periodo di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi. L’apporto calorico giornaliero previsto è di 1500 kcal ripartite in 300 a colazione, 150 in ciascuno spuntino (mattutino e pomeridiano) e 400 per ogni pasto principale. A seconda delle esigenze individuali e degli obiettivi finali le calorie giornaliere possono diventare 1200 eliminando gli spuntini o 1800 comprendendo una colazione più abbondante e ricca.

Nel libro pubblicato da Blatner sono presenti anche diverse ricette e vari consigli su come gestire al meglio questo regime alimentare nelle occasioni di socialità e convivialità come ad esempio a cena con gli amici oppure al ristorante. Il consiglio più particolare è sicuramente quello che riguarda il consumo di carne, che deve essere ridotto gradualmente in tre livelli, quello da principiante, l’intermedio (o avanzato) e l’esperto.

Nel primo livello, quello dei principianti, ci si deve astenere dal consumo della carne per due giorni a settimana con una quantità massima di 700 g in totale. Il secondo livello consiglia di non mangiarla per almeno 3 giorni e scendere con la quantità a 500 g settimanale.

L’ultimo livello, invece, stabilisce di evitare la carne per 5 giorni a settimana con un limite di 250 g. In qualsiasi livello è consigliato il consumo di carne bianca, limitando il più possibile quella rossa e scegliendo tagli magri cotti in modo semplice (alla piastra, al forno o ancora meglio al vapore). Il pesce, al contrario, è un alimento che non è soggetto a limitazioni e, anzi, viene promosso il suo utilizzo al posto della carne come fonte di proteine animali.

Prodotti consigliati per risultati veloci e migliori

Sappiamo bene tutti che seguire una dieta è di per sé difficile. Allora a volte è il caso di “chiedere l’aiutino da casa” 🙂

In commercio per fortuna esistono prodotti efficaci che velocizzano il processo del dimagrimento e altri prodotti che rassodano il corpo. Per ottenere risultati migliori è consigliato comunque seguire una dieta, e aggiungere un integratore alimentare, e per quanto poco fare dell’attività fisica con degli semplici attrezzi da casa.

Tuttavia in alcuni casi questi prodotti si sono verificati efficaci anche senza dieta. Chiaramente i risultati sono sempre soggettivi. 

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Non una semplice dieta ma uno stile di vita

Per quanto riguarda gli alimenti vegetali, essi rivestono un ruolo fondamentale all’interno della dieta flexitariana. Devono essere assunti regolarmente cereali integrali non raffinati (riso rosso o nero, pane di segale, orzo, farro, avena, grano saraceno, miglio, e così via), frutta secca non salata (noci, nocciole, mandorle, anacardi, pistacchi, ecc.), legumi di vario tipo, oltre a frutta e verdura fresche, di stagione e di produzione locale. I cibi industriali, ricchi di sale, zuccheri e conservanti devono essere evitati il più possibile.

La dieta flexitariana permette di seguire un regime alimentare sano e ben bilanciato che non esclude totalmente la carne ed il pesce. Si tratta di un ottimo modo per avviarsi vergo un’alimentazione vegetariana senza passaggi drastici o essere l’occasione per modificare lo stile di vita scegliendo il cibo con più consapevolezza.

Questo, oltre a migliorare l’impatto delle colture e degli allevamenti sull’ambiente, aiuta prevenire l’insorgenza di patologie cardiovascolari o metaboliche. I risultati che si possono ottenere sono estremamente positivi con una perdita di peso ed un miglioramento generale del benessere psicofisico, soprattutto se lo stile di vita flexitariano viene abbinato ad una discreta attività fisica.

Non sono necessari sfiancanti ed intensi esercizi per raggiungere i propri traguardi, bastano anche una semplice camminata a passo veloce per 40 minuti al giorno o una passeggiata in bici di almeno un’ora.

Definire uno schema preciso e stabilire un menu generalizzato per la dieta flexitariana è difficile dal momento che si basa proprio sul principio di flessibilità, ma in linea di massima una giornata tipo potrebbe cominciare con una colazione a base di frutta secca e yogurt magro.

A metà mattina si può fare uno spuntino con un frutto di stagione, mentre a pranzo è prevista una porzione (70-80 g) di riso integrale con verdure di stagione crude o al vapore. Nel pomeriggio si può prendere una spremuta d’arancia con una manciata di mandorle e terminare la giornata con una cena con pane di segale, tofu e verdure di stagione o insalata mista.

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