dieta Diana

Dieta Diana funziona per dimagrire? Schema e menù di esempio

Tra le diete che vanno per la maggiore quando si tratta di perdere peso in maniera naturale e duratura, senza riacquisire i chili persi, una di quelle che va per la maggiore è di sicuro la dieta Diana.

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Che cos’è la dieta Diana?

Trattasi di una dieta disintossicante e salutare, volta a favorire il dimagrimento in modo naturale, tanto è vero che non va seguita per un lasso di tempo limitato, ma di converso in maniera continuativa. Sotto questo aspetto, la dieta Diana si differenzia dagli altri regimi dietetici di stampo ipocalorico, notoriamente sbilanciati sotto l’aspetto nutritivo.

Questa dieta è nata con lo scopo di ridurre al minimo le recidive nelle donne colpite dal carcinoma mammario maligno, ad oggi il tumore più diffuso, nonché la seconda causa di morte per cancro nelle donne.

Quali sono i vantaggi della dieta Diana?

Seguire la dieta Diana giova anche alle donne sane che riscontrano considerevoli miglioramenti nella salute, dimagrimento naturale, maggiore benessere psico-fisico e soprattutto rimodellamento del corpo.

Occhio all’insulina

Vi sono tutta una serie di ricerche che dimostrano che è la produzione di insulina che influenza considerevolmente gli ormoni sessuali prodotti dalle ghiandole surrenali e dalle ovaie. A fronte di un aumento della produzione di insulina nel sangue, tanto più corrisponde un aumento delle probabilità di essere colpite da un carcinoma mammario. Questo perché l’insulina è la chiave di tutto: comporta l’aumento del livello di androgeni nel sangue. Una volta che questi diventano estrogeni, purtroppo, non fanno altro che agevolare l’accumulo di grasso nella zona dell’addome.

Se si riesce a ridurre il peso, controllando i livelli di zuccheri nel sangue, ne consegue che le donne vanno incontro a meno rischi di essere colpite dal tumore al seno.

Quali alimenti privilegiare nella dieta Diana?

La dieta Diana verte sul consumo di alimenti integrali, contraddistinti da percentuali minime di zuccheri e di farine raffinate. Questi ultimi, infatti, sono la causa primaria della produzione eccessiva di insulina. Il tratto distintivo di questi cibi integrali è che favoriscono la perdita di peso in maniera naturale, senza effetti collaterali.

Regola cardine della dieta Diana è quella di minimizzare il consumo di fiocchi di mais, pane bianco, patate, dolci e farina 00, Il motivo principale è che rilasciano glucosio troppo rapidamente. Lo stesso dicasi per quei cibi contenenti grassi animali, quali formaggi, burro e carni rosse.

Gli alimenti da privilegiare sono pesce, verdure, legumi, mandorle, noci e nocciole, visto che contengono calcio e vitamine.

Importantissima, in tal senso, è l’azione dei cereali integrali: che si tratti di farro, di orzo, di miglio, di grano saraceno, è bene sottolineare che la varietà dei cereali è a dir poco unica. Molto utile ad esempio, nell’ottica del processo naturale di dimagrimento, è mangiare il grano in chicco, una volta che lo si è fatto germogliare.

La soia, ad esempio, rientra tra gli alimenti imprescindibili nella dieta Diana: in molte ricette della cucina orientale, tipo il miso, la soia viene fatta fermentare per poi essere impiegata sotto forma di dado nella preparazione di zuppe. Inoltre, la soia è protagonista dei panetti di chicchi, alla base dell’alimentazione indonesiana. Basta friggerli o stufarli ed il risultato finale è davvero delizioso. Poi c’è il latte di soia, bevanda salutare e nutriente, utile anche nella preparazione di frullati e di centrifugati detox, davvero utili quando si tratta di depurare l’organismo.

I fiocchi d’avena, inoltre, sono il non plus ultra nel momento in cui occorre rallentare l’assimilazione degli zuccheri. Insieme al latte di soia è possibile realizzare porridge davvero deliziosi. In alternativa, i fiocchi d’avena possono essere aggiunti al muesli o ai minestroni per renderli più sostanziosi

Che dire poi in riferimento al pane nella dieta Diana? C’è un tipo di pane, noto come pane Diana, prodotto con farina integrale a cui viene aggiunto un quantitativo di semi di lino pari a 80 grammi per ciascun chilo di farina. L’importante è macinare la metà dei semi di lino; la restante metà, invece, va messa in maniera intera. Grazie ad una lievitazione naturale, il pane Diana assicura un eccellente assorbimento sia del calcio che del ferro, presente nei cereali. Se l’obiettivo prioritario ruota attorno alla riduzione della velocità di assorbimento degli zuccheri, l’aggiunta di chicchi interi di avena o di segale può fare la differenza.

Fondamentale è privilegiare a tavola l’olio extravergine d’oliva, in quanto si contraddistingue per la presenza di tutta una serie di sostanze antiossidanti, in grado di contrastare al meglio l’azione dei radicali liberi.

Menù

In un menù, tipico della dieta Diana, a pranzo è a cena è bene stare leggeri. Optare per un’insalata o per una zuppa come overture e continuare con un piatto unico, dove protagonisti siano i cereali integrali, la verdura o i legumi è la scelta migliore possibile.

I piatti che più vanno per la maggiore, secondo i criteri della dieta Diana, sono quelli tradizionali della dieta mediterranea: si va dalla polenta con funghi e lenticchie alle orecchiette con le cime di rapa, dalla zuppa di pesce a quella di farro, dal riso rigorosamente integrale con i carciofi alla pasta integrale con le fave, dal minestrone d’orzo alla ribollita di pane e cavolo nero. Finocchi, carote e cetrioli sia nelle zuppe che nei pasti non devono mai mancare, perché sono alimenti sani e poco calorici.

Nei menù preparati settimanalmente, è sempre opportuno provare a bilanciare tra pranzo e cena il giusto apporto di proteine e di carboidrati.

Nella dieta Diana, inoltre, lo spuntino a metà mattina, tra colazione e pranzo, così come quello a metà pomeriggio, tra pranzo e cena, ricopre una certa importanza per tenere a bada quei languorini e soprattutto per non arrivare affamati al pasto principale: in questi casi, è bene privilegiare merende a base di frutta fresca di stagione. Come già evidenziato, anche la frutta secca ha i suoi vantaggi. L’importante, però, che non sia salata: quattro noci o cinque mandorle, in quest’ottica, sono estremamente salutari.

Per ciò che concerne le bevande alcoliche, è bene sempre non esagerare. Tuttavia, una tantum, un bicchiere di vino rosso è ammesso.

Insomma, le alternative non mancano di certo.
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